F1 – Gp Qatar 2025, ordine arrivo – Nel giorno in cui Leonardo Fornaroli si è laureato campione della F2, anche la categoria regina del motorsport potrebbe decretare il suo nuovo imperatore. Per questa ragione gli occhi saranno puntati sul terzetto di testa emerso dalle qualifiche (Piastri, Norris, Verstappen) che è lo stesso trio che si sta giocando l’alloro iridato. Una gara ricca di insidie, soprattutto per quel che riguarda il comparto gomme.
Prima di calarci nella sintesi testuale del GP, vediamo quali sono le condizioni in cui si è svolta una gara che abbiamo provato a prevedere nella nostra preview strategica: leggi qui. La temperatura dell’aria al momento dello start è di 23°C. Quella dell’asfalto di 29°C. Umidità al 67% e vento che spira a 1,8 m/s da Nord-Ovest. Si ricordi che Pirelli per l’occasione ha portato gomme C1 Hard, C2 Medium, C3 Soft con l’imposizione di un tetto di 24 giri per set per evitare problemi su una pista altamente stressante per le coperture.
GP Qatar 2025: la sintesi della gara
Prima di andare alla consueta sintesi diamo uno sguardo alla griglia di partenza:
Osserviamo le scelte delle gomme per il primo stint di una gara che dura 57 giri. I primi 10 scelgono tutti la media che è stata usata anche ieri nella sprint. Su hard Albon e Colapinto che scatta dai box. Soft per Hulkeberg e Hamilton che puntano a recuperare posizioni al via grazie all’extra grip della copertura morbida.
Allo spegnimento delle cinque luci rosse, Piastri tiene la prima piazza mentre Verstappen si prende la seconda a scapito di un Norris molto molto guardingo. Scivola giù Russell (P7), mentre Antonelli è quarto davanti a Sainz, Alonso e al britannico della Mercedes. Hamilton guadagna tre posizioni mentre ne perde una Leclerc.
Al giro 4 Piastri ha già un vantaggio di 2.2 secondi su Max. Norris si tiene a 1,5 dall’olandese puntando alle soste per sopravanzare l’olandese. Al giro 7 entra la safety car: incidente tra Gasly e Hulkenberg che resta fermo nella via di fuga. Si fermano subito Verstappen e tutti i piloti tranne Ocon Piastri e Norris. Tutti i piloti che si sono fermati montano gomma media.
Al giro successivo, sempre sotto safety, si ferma Ocon che scivola in ultima piazza. I due Papaya restano in pista. La strategia della McLaren è rischiosa perchè potrebbe essere un assist a Verstappen che si trova in P3 con gomme nuove e l’obbligo di fare ancora due pit.
La gara riparte al giro 11 con Piastri che tiene su Norris e Verstappen che proverà a sfruttare la gomma nuova nel prosieguo della gara. Diamo uno sguardo alle Ferrari: Leclerc è nono, Hamilton si trova in P14.
Per ora l’effetto gomma fresca non si vede: le due MCL39 prendono subito il largo su Max che in due giri accumula tre secondi di disavanzo dalla vetta. Al giro 15 avvisano Max che può iniziare a spingere al massimo senza badare troppo alla salvaguardia delle coperture. Nonostante ciò la RB21 non eguaglia il ritmo delle vetture campioni del mondo. Max pareggia i tempi delle McLaren intorno al giro 19, quando il gap è di 4.5 secondi dal leader Piastri.
Al giro 24 arriva la sosta per la McLaren di Piastri che, con gomma media nuova, rientra in quinta piazza. Norris si ferma nella tornata successiva rientrando alle spalle del compagno di squadra. I due si mettono a caccia di Antonelli che è 5 secondi avanti. Verstappen è ora primo e precede Sainz e la Mercedes di Kimi. Il ritmo dei due papaya è indemoniato: Piastri stampa un clamoroso 1.24.945 dopo il giro d’uscita.
In pochi passaggi la MCL98 n°81 è negli scarichi della Mercedes di Antonelli. Il sorpasso è una formalità. Al giro 30, Piastri è terzo con un disavanzo dalla vetta di 17 secondi. Al 32 anche Norris sbriga la pratica Antonelli portandosi in quarta piazza. Da segnalare il calvario ferrarista: Leclerc e Hamilton si lamentano dei freni. Nello stesso giro Oscar è a ridosso di Sainz.
Giro 33. Si fermano Max Verstappen, Sainz e tutti quelli che hanno “pittato” sotto SC. Facciamo un recap delle posizioni: Piastri, Norris, Verstappen, Sainz, Antonelli, Ocon, Alonso, Hadjar, Russell, Leclerc i primi 10. Max (gomma hard) è staccato di 3.3 da Norris e, sulla carta, ha finito i suoi pit. Ne resta uno per i due papaya che potrebbero teoricamente installare le soft per l’ultimo stint.
Il ritmo di Max è ottimo e inizia a ricucire il disavanzo su Norris. L’inglese si apre in radio e avvisa che potrebbe avere la vettura danneggiata. I tempi non supportano però la tesi del pilota. Al giro 41 Max è a 1.1 da Norris. Il mancato pit stop durante la safety car è stato un suicidio strategico del muretto di Woking.
Al giro 43 si ferma Piastri che, con gomma hard, è terzo a 17 secondi da Verstappen. Al passaggio 45 è Norris a effettuare la sosta. Anch’egli va su Pirelli C1. L’inglese esce alle spalle di Sainz e Antonelli. Momento delicato per il leader del mondiale che deve provare ad agguantare il podio per limitare i danni in classifica. Il britannico prova a chiudere il gap sulla Mercedes a suon di giri push. Piastri, invece capisce che non può prendere il capofila e si mette in ritmo da crociera.
Al giro 50 Norris è negli scarichi di Antonelli. Il sorpasso non arriva così agevolmente. Lando si mette in DRS ma impazzisce alle spalle del bolognese che non molla. Sainz, terzo, si lamenta di problemi al fondo. Antonelli si avvicina e si porta dietro un Norris abulico. Ma l’italiano sbaglia e si lascia passare da Lando che prova l’assalto disperato a Sainz, senza però riuscirci
La gara finisce così: Max vince e si porta a -10 dalla vetta. Anche Piastri recupera punti sul vero sconfitto di giornata: Lando Norris che chiude quarto alle spalle di Sainz.
Partenopeo Classe 1977 con formazione nell’ambito delle Relazioni Internazionali. La passione per il motorsport nasce sin dalla prima adolescenza. Proprio questa forte pulsione mi ha portato, negli anni, a volermi cimentare con la narrazione di ciò che circonda la Formula Uno.
Ho fatto parte, come fondatore, di diversi progetti editoriali a tema: MotorQube, Fatti di Motori, Undici Metri; esperienze chiusesi ma che mi hanno permesso di approdare in FormulaUnoAnalisiTecnica. Realtà nella quale, per cinque anni, ho ricoperto il ruolo di caporedattore e coordinatore.
Nel gennaio del 2024 ho deciso di rimettermi in gioco creando Formulacritica.it, un contenitore plasmato sulle mie necessità espressive che ho voluto impostare su un modo di raccontare il motorsport diverso, votato all’analisi concettuale del fenomeno.
In parallelo curo un altro figlio editoriale: PuntoNapoli. A tempo perso pesto sui tamburi e sui piatti di una batteria e provo a dare del tu a un paio di bassi elettrici. Con risultati rivedibili. La musica e il prog-rock sono un’altra ragione di vita. Ne parlo su No Limits Radio nello spazio denominato "Blog To The Edge" del quale esistono proiezioni sui principali social network e su YouTube.
ottima informazione