Una cosa che accomuna tutti gli appassionati di sport, che si tratti di discipline di squadra, individuali o motoristiche come la F1, è il disaccordo sull’operato degli arbitri. Molto spesso, dopo una partita o una gara, i giudici diventano bersaglio delle critiche per decisioni che possono essere giuste o sbagliate. Ma ciò che genera maggiore frustrazione nel tifoso e nell’appassionato è la mancanza di uniformità di giudizio.
Un episodio, da una partita o da una gara all’altra, viene giudicato in maniera diversa e questo può accadere persino nel corso dello stesso evento. Ammonizioni, espulsioni, rigori concessi o negati, penalità di 5 o 10 secondi per casi che appaiono simili, ma che vengono sanzionati in modo non uniforme.
Le parole di Fabio Capello che citano indirettamente la F1
In una perentoria intervista rilasciata al quotidiano sportivo spagnolo Marca, il noto ex allenatore di calcio Fabio Capello, celebre per essersi seduto sulle panchine più prestigiose di club e nazionali, ha tuonato contro la classe arbitrale: “L’utilizzo del VAR è un argomento che mi fa molto arrabbiare. Gli arbitri non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi… E molte volte prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti“.
In un punto preciso di queste dichiarazioni, Capello sottolinea come gli arbitri non vorrebbero ex calciatori in sala VAR per conoscere il loro parere sugli episodi che avvengono in campo. Un palyer possiede l’esperienza dello sport vissuto in prima persona e conosce dinamiche che vanno ben oltre il regolamento, al quale invece l’arbitro tende ad attenersi in maniera forse eccessivamente ortodossa.

L’esperienza degli ex piloti nella sala degli steward
Per quanto la Formula 1, o il motorsport in generale, possa apparire come un ambiente chiuso dal punto di vista “arbitrale”, la realtà è ben diversa rispetto ad altri sport. I vari episodi che avvengono in pista vengono giudicati da quattro arbitri: due nominati dalla FIA, un rappresentante della federazione sportiva del Paese che ospita il Gran Premio e, “a sorpresa”, un ex pilota.
Solitamente si tratta di piloti con esperienza in F1 e in altre categorie. Non tutti hanno avuto particolare fortuna nella massima serie, ma tra questi figurano anche nomi come Emanuele Pirro, vincitore della 24 Ore di Le Mans, e Vitantonio Liuzzi. Ovviamente, con o senza un ex pilota nella sala degli steward, ogni decisione continuerà a far discutere, ma i piloti in pista hanno la consapevolezza che un loro ex collega possa offrire una visione da conducente e non da burocrate che applica il regolamento in maniera rigidamente letterale.

Dalla F1, un esempio da seguire
Non è certo se un modello del genere, applicato al calcio, possa essere realmente praticabile. Ogni ex calciatore dovrebbe dimostrare di non parteggiare per una squadra o per l’altra. Un percorso tortuoso, soprattutto considerando la chiusura della classe arbitrale calcistica, ma che potrebbe portare maggiore trasparenza nelle decisioni in uno sport di contatto come il calcio.
Le polemiche non scomparirebbero di certo, ma almeno in sala VAR ci sarebbe una figura che conosce il calcio giocato, non solo quello codificato in un regolamento che, di uno sport così complesso, sembra talvolta non cogliere fino in fondo le dinamiche reali.
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Crediti foto: profilo Facebook di Vitantonio Liuzzi





