Il TT Circuit di Assen, globalmente riconosciuto come l’”Università del motociclismo” per la sua storica ospitalità alla MotoGP e ad altri grandi eventi motociclistici, sta conducendo un’indagine approfondita per ottenere la licenza FIA di Grado 1, l’unico requisito che consentirebbe di ospitare un Gran Premio di Formula 1. Il progetto è in corso dallo scorso mese di settembre e nasce dalla consapevolezza che il contratto per il GP d’Olanda a Zandvoort terminerà dopo l’edizione di quest’anno – che ospiterà anche la Sprint Race – aprendo scenari futuri incerti per la Formula 1 nei Paesi Bassi.
L’iniziativa non mira a conquistare un posto fisso nel calendario della massima serie, che al momento conta 24 gare e rimane soggetto a possibili variazioni o emergenze. Il TT Circuit vuole invece posizionarsi come opzione credibile e immediatamente attivabile, evitando di ripetere l’errore del 2018, quando Assen presentò una candidatura per la licenza di Grado 1, ma fu superato da Zandvoort nella corsa a riportare la Formula 1 in Olanda. Dietro le quinte, alcuni soggetti stanno spingendo per un ritorno della massima serie proprio ad Assen, e l’indagine rappresenta un passo proattivo per essere pronti a cogliere qualsiasi opportunità.

Le dichiarazioni di Mark van Aalderen
Il direttore del circuito, Mark van Aalderen, ha spiegato l’approccio in un’intervista a RTV Drenthe. Ha dichiarato: “Vogliamo essere pronti se arriverà una richiesta concreta per organizzare un Gran Premio di F1 ad Assen”. Ha però chiarito con fermezza i limiti del ruolo del TT Circuit: “In caso dovesse succedere, noi ci limiteremo a fare da facilitatori e fornitori di infrastrutture, senza diventare organizzatori né finanziatori”.
Sulle modifiche necessarie per raggiungere lo standard Grado 1, van Aalderen ha precisato: “Al momento la maggior parte degli interventi riguarderà la sicurezza. Non ci aspettiamo di dover modificare il layout del circuito”. Ha aggiunto che l’obiettivo principale dell’indagine è proprio quantificare le risorse richieste: “Vogliamo sapere quanto tempo e quanti soldi richiederebbero eventuali interventi. Siamo ancora nella fase iniziale dell’indagine e non sappiamo quando sarà pronto il rapporto finale”.

Il commento di Jim Vermeulen
Jim Vermeulen, ex presidente del circuito di Zandvoort, ha offerto una prospettiva realistica sulla vicenda. Ha consigliato agli organizzatori di Assen di puntare su un ruolo di riserva: “Suggerisco di registrarsi come circuito di riserva per la F1 e di comunicare che potrebbero organizzare un GP in 4-6 settimane in caso di emergenza”. Ha riconosciuto i vantaggi infrastrutturali del tracciato, sottolineando: “Assen ha già tribune che possono ospitare oltre 50.000 spettatori seduti, più altre decine di migliaia in piedi”.
Tuttavia, Vermeulen ha espresso scetticismo su un Gran Premio olandese stabile ad Assen, paragonando la situazione al caso del Vietnam: “Guardando gli investimenti recenti in nuovi circuiti… il Vietnam ne è un esempio: ne ha costruito uno ma non ha mai ospitato un GP”. Secondo lui, la strategia più realistica per Assen sarebbe proprio quella di presentarsi come backup affidabile, sfruttando la capacità di reazione rapida in un calendario fitto e potenzialmente instabile.

Prospettive di un GP di F1 ad Assen
L’indagine resta in una fase esplorativa e non prevede al momento stime definitive su tempi o costi degli adeguamenti, che si concentrerebbero prevalentemente sulla sicurezza senza stravolgere il disegno del tracciato.
Il TT Circuit non ambisce a gestire o finanziare un evento di F1, ma desidera semplicemente mettere a disposizione le proprie strutture in modo efficiente. In questo modo Assen si prepara a rispondere con prontezza se Liberty Media, che è proprietaria anche della MotoGP, o la FIA dovessero cercare un’alternativa olandese dopo il 2026, mantenendo viva la possibilità di un futuro legame tra la Formula 1 e la regione di Drenthe.
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