GP Qatar 2025, anteprima – La penultima tappa del Mondiale riporta la Formula 1 a Lusail, ultimo appuntamento stagionale con il formato Sprint e teatro di un contesto operativo radicalmente diverso rispetto a quello affrontato una settimana fa nel deserto del Nevada. Si passa infatti dalle temperature insolitamente basse di Las Vegas a uno scenario dominato da calore e umidità (leggi le previsioni meteo), caratteristiche che rendono il Qatar uno degli ambienti più stressanti della stagione per piloti, vetture e soprattutto per gli pneumatici.
Lusail non perdona sul piano termico e rappresenta per Pirelli uno dei banchi prova più severi, tanto da imporre una misura straordinaria: il limite massimo di 25 giri complessivi per ogni set di gomma utilizzato nell’intero weekend. Una decisione che, di fatto, scrive in anticipo la strategia: impossibile completare i 57 giri di gara senza almeno due soste.

Gp Qatar – I compound e le sollecitazioni del tracciato
Per l’appuntamento di Doha sono stati scelti i tre compound più duri della gamma: C1, C2 e C3. È una selezione che ricalca quella adottata nelle piste più esigenti dal punto di vista dell’energia trasferita alla carcassa, come Suzuka. Non è un caso: Lusail presenta una sequenza continua di curve veloci e sostanzialmente prive di intervalli di raffreddamento, con il tratto 12-14 che impone carichi laterali ai limiti della finestra operativa (immagine in alto).
Il nuovo asfalto, tendenzialmente liscio, ha storicamente favorito episodi di graining, un fenomeno che amplifica il degrado e spinge a una gestione molto attenta del passo gara. La stessa triade di mescole è stata vista solo in apertura di stagione – Bahrain, Giappone e Spagna – contesti che presentano analogie energetiche con il Qatar.
Gp Qatar – Cosa ha detto il 2024?
Nella scorsa edizione, disputata in condizioni molto diverse sul piano regolamentare, la maggior parte della griglia scelse la Medium per il via, con l’unica eccezione di Nico Hülkenberg su Hard. La strategia a singola sosta prevalse grazie a stint estremamente lunghi con la C3, interrotti solo nel momento in cui una bandiera rossa al giro 34 portò molti team a sfruttare l’occasione per montare la Hard.
Gli ultimi giri furono movimentati da due neutralizzazioni sotto Safety Car, durante le quali alcuni piloti tentarono l’azzardo della Soft: un tentativo rivelatosi inefficace a causa del forte calo prestazionale della mescola più morbida.

Lusail: un circuito nato per le moto, trasformato dalla sabbia e dalla notte
Lusail conserva nel suo DNA le origini motociclistiche: layout scorrevole, curve in appoggio e un rettilineo che supera il chilometro. Le 16 curve, dieci delle quali a destra, generano un carico consistente e costante sugli pneumatici del lato sinistro. La posizione desertica porta spesso sabbia in pista, alterando il grip disponibile e modificando rapidamente l’evoluzione del tracciato. L’erba artificiale attorno al circuito serve proprio a ridurre questo effetto, senza però eliminarlo del tutto.
Nonostante la gara si disputi in notturna, l’umidità e il calore trattenuto dall’asfalto dopo il tramonto incidono in modo netto sulle condizioni dell’abitacolo e sulle temperature operative delle gomme. In passato, più di un pilota ha mostrato segni evidenti di stress fisico al termine della corsa, chiara indicazione della severità del contesto qatariota.

GP Qatar 2025 – La regola chiave: 25 giri per set
La variabile che più condizionerà il weekend è il limite massimo di 25 giri cumulati per ciascun set di pneumatici. Ogni giro di pista percorso in qualunque sessione – incluse Safety Car e Virtual Safety Car – viene contabilizzato. Sono esclusi solo i giri di trasferimento verso la griglia, quelli di formazione e quelli completati dopo la bandiera a scacchi in Sprint e gara.
Pirelli comunicherà prima del Gran Premio il numero residuo di giri disponibili per ogni set, costringendo team e piloti a una pianificazione estremamente precisa. Con 57 giri totali, la doppia sosta diventa obbligatoria, eliminando ogni ipotesi di gestione estrema del degrado. La misura, concordata con FIA, Formula 1 e squadre, nasce per evitare che le gomme vengano portate oltre la soglia strutturale critica, scenario verificatosi nel 2023 quando gli stint prolungati avevano messo eccessivamente sotto stress la costruzione dello pneumatico.
Il Qatar, dove potrebbe emergere il campione del ondo piloti 2025, non sarà una gara di pura gestione ma un confronto serrato tra chi saprà distribuire al meglio gli stint, sfruttare le finestre di temperatura e modulare passo e consumi in un contesto che, ancora una volta, esalterà chi è capace di leggere l’evoluzione della pista minuto dopo minuto.
Crediti foto: Pirelli Motorsport, Oracle Red Bull Racing, McLaren F1
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