L’incontro andato in scena in Qatar tra i venti piloti di Formula 1 e i rappresentanti della FIA segna un passaggio importante nella lunga battaglia per una maggiore coerenza nelle decisioni di gara. Non è stato un semplice confronto di fine stagione, ma un vero summit tecnico in cui i protagonisti della pista hanno portato sul tavolo un accumulo di frustrazioni maturate nel corso di un 2025 segnato da decisioni incoerenti, situazioni interpretabili e penalità spesso contestate.
L’obiettivo non era incidere sulle ultime due gare del campionato, Qatar e Abu Dhabi, ma impostare le basi per una revisione profonda delle linee guida sportive in vista del 2026, anno già destinato a rappresentare una rivoluzione tecnica e ora anche sportiva.
La FIA, che nel 2022 aveva introdotto queste linee guida per uniformare le interpretazioni dei commissari, ha dovuto prendere atto che la promessa di coerenza non è stata mantenuta. La pressione dei piloti, unita al crescente malcontento mediatico e dei team, ha reso inevitabile un cambio di rotta.

Un 2025 esplosivo sul fronte regolamentare
Se la stagione è stata ricca di duelli e spettacolo, lo è stata altrettanto sul piano delle polemiche. Alcuni episodi hanno fatto discutere per giorni, diventando casi di studio su come e perché le linee guida risultino oggi inadeguate a coprire la complessità del combattimento moderno in Formula 1.
Durante l’incontro a Lusail, FIA e piloti hanno analizzato nel dettaglio cinque episodi-simbolo, cinque situazioni diverse che hanno mostrato crepe, contraddizioni o eccessi di rigore nell’applicazione delle regole.
1. Piastri–Antonelli in Brasile: il sorpasso all’interno
Un duello ruota a ruota, deciso al limite. Il nodo centrale: quanto spazio deve garantire il pilota all’esterno? Quanto può legittimamente chiudere quello all’interno? Il caso ha messo in crisi la coerenza delle decisioni viste durante l’anno, differenziate a seconda delle curve e del contesto.
2. Sainz–Bearman a Monza: attacco all’esterno e diritto di traiettoria
Il sorpasso all’esterno resta una delle situazioni più delicate da giudicare. La penalità comminata a Monza ha riacceso il dibattito su quanto sia realmente tutelato il pilota che prova la manovra più difficile.
3. Sainz–Lawson a Zandvoort: linee guida nelle curve a lungo raggio
Le long-radius corners sono il tallone d’Achille delle attuali linee guida. Non esiste un modo univoco di interpretarle: traiettorie variabili, punti di corda ritardati, cambi di appoggio. La FIA ha riconosciuto che gli steward faticano a trattarle con coerenza.
4. Norris–Leclerc ad Austin: track limits e strike system
Uno dei capitoli più contestati della stagione: cosa conta davvero come infrazione? Le immagini di Austin hanno mostrato che la definizione attuale non è più adeguata e genera situazioni assurde, con penalità a posteriori che riscrivono le gare ore dopo la bandiera a scacchi.
5. Verstappen–Leclerc in Messico: tagliare, vincere e mantenere il vantaggio
Probabilmente il caso più discusso dell’anno. L’uscita di pista e il vantaggio mantenuto hanno evidenziato la fragilità del principio secondo cui basta restituire la posizione o dimostrare di non aver tratto beneficio. La FIA ha ammesso che il sistema va rifondato.
La posizione della FIA: nessun cambiamento immediato, ma una rivoluzione in arrivo
Al termine del confronto, la Federazione ha confermato che nessuna modifica entrerà in vigore per le ultime gare del 2025. Tuttavia, ha riconosciuto che la struttura delle linee guida è da rifare. Sono emerse alcune indicazioni chiave che comporranno l’ossatura del nuovo regolamento 2026.

Le conclusioni annunciate dalla FIA
- Maggiore enfasi sul rispetto delle bandiere gialle, con l’introduzione di nuovi strumenti per garantire la sicurezza;
- Preferenza netta per le audizioni post-gara, evitando decisioni affrettate prese senza tutti gli elementi;
- Consapevolezza che nessun insieme di linee guida può coprire tutti gli scenari: diventa quindi fondamentale la presenza di un pilota esperto nella stanza dei commissari;
- Nuove norme sulle bandiere blu e sul comportamento dei doppiati, tema che nel 2025 ha generato confusione e situazioni di pericolo.
Questi punti dimostrano un cambio di prospettiva: la FIA riconosce che il tentativo di regolamentare ogni possibile situazione in modo rigido è fallito. Il nuovo approccio guarda a un ritorno al buon senso e a un ruolo più forte del giudizio umano.
I piloti: finalmente ascoltati dopo mesi di tensione
Il clima nella Drivers’ Meeting non era quello di un confronto ordinario. Molti piloti avevano da tempo espresso in privato – e spesso anche via radio o nei media – una crescente frustrazione verso l’imprevedibilità delle sanzioni. Il meeting in Qatar ha dato loro l’occasione di parlare apertamente e, per la prima volta da anni, di sentirsi ascoltati.
Diversi piloti hanno chiesto espressamente un clima regolamentare che favorisca il combattimento in pista invece che soffocarlo. L’obiettivo è chiaro: limitare le penalità ambigue, proteggere i duelli corretti e riportare la Formula 1 a premiare l’abilità, non la pignoleria regolamentare.
2026: la Formula 1 verso un nuovo equilibrio tra show e giustizia sportiva
L’idea che le linee guida saranno modificate in profondità nel 2026 apre scenari interessanti. Con l’arrivo delle nuove power unit, delle nuove aerodinamiche, del telaio più leggero e del ritorno a un concetto di vettura più maneggevole, diventa necessario riscrivere anche le regole del corpo a corpo.
Il rischio, altrimenti, sarebbe ripetere gli errori del passato: auto più agili e duelli più frequenti senza strumenti adeguati per giudicarli. La FIA sembra consapevole che la Formula 1 deve ritrovare un equilibrio tra sicurezza, equità e spettacolo. Il cosiddetto buon senso, evocato molte volte negli ultimi anni, potrebbe finalmente rientrare dalla porta principale.
La richiesta dei piloti, del resto, è semplice: regole chiare, interpretazioni coerenti e libertà di combattere. Non un far west, ma una Formula 1 che torni a essere un confronto sportivo e non un esercizio di burocrazia.
Il meeting in Qatar non lascerà tracce immediate sulla stagione in corso, ma potrebbe rappresentare uno snodo cruciale nella storia recente della Formula 1. Le modifiche previste per il 2026 promettono una rivoluzione non solo tecnica, ma anche filosofica: meno rigidità, più flessibilità, più ascolto dei piloti e più coerenza nelle decisioni.
Per i fan, la speranza è una sola: tornare a godersi duelli veri, duri, intensi, senza la costante sensazione che un sorpasso pulito debba essere necessariamente seguito dalla scritta “Investigated after the race”.
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