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Home Editoriali

F1 2026 – McLaren è pronta a lasciar lottare i suoi piloti?

Tra leadership stabile ed equilibrio delicato tra Norris e Piastri, la sfida per McLaren è una sola: gestire i piloti senza rinunciare alla propria identità.

Sabino Figurelli by Sabino Figurelli
10 Gennaio 2026
in Editoriali, News
Tempo di lettura: 4 minuti
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mclaren norris piastri f1

Lando Norris al GP del Belgio 2025

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Nella giornata di ieri è stata resa nota la data di presentazione della nuova McLaren – non ancora il nome – che verrà svelata al pubblico il prossimo 9 febbraio. Non sappiamo ancora se si tratterà di una semplice show car o della monoposto definitiva che scenderà in pista.

Potrebbe anche essere quella reale, perché di fatto McLaren sarà una delle ultime squadre a presentarsi, nello stesso giorno insieme ad Aston Martin. A questo punto la domanda sorge spontanea: anche McLaren avrà una versione B? Anche lei non porterà tutto subito, come farà Ferrari, in vista dei successivi aggiustamenti prima del gran premio di Melbourne?

Sono tutte domande a cui, purtroppo, non possiamo ancora rispondere, perché bisognerà attendere i test, che inizieranno a breve. A fine gennaio ci saranno quelli a porte chiuse in quel di Barcellona, per poi spostarsi in Bahrain per le altre due. Insomma, per chi non lo avesse ancora capito, siamo davvero vicini a entrare nel vivo della stagione.

Un inverno silenzioso in casa McLaren

Se ci avete fatto caso, l’inverno della McLaren è stato piuttosto silenzioso. Non ci sono state grandi notizie sul team, così come sul campione del mondo Lando Norris. Sono state poche le voci, sono state poche le indiscrezioni circolate attorno a lui.

Il pilota di Bristol è tornato a parlare al pubblico attraverso un video pubblicato sul suo canale YouTube nella giornata di giovedì, in cui ripercorre il suo ultimo anno. Un anno pazzesco, nel quale ribadisce la frase “we did it”, che altro non è che un “abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, diventare campioni del mondo”.

Lo racconta partendo da quando era bambino, dal sogno che ha iniziato a prendere forma con il primo kart ricevuto in regalo, passando poi per le formule minori fino ad arrivare alla Formula 1. Non è stato un percorso facile, ma alla fine ce l’ha fatta. E lo fa ringraziando chi lo ha sostenuto fin dall’inizio: prima la famiglia e poi naturalmente tutto il team McLaren.

Chi è stato più al centro dell’attenzione – se così possiamo dire – è invece Oscar Piastri, che si è concesso anche a qualche intervista. Ne è un esempio la sua partecipazione al format della Formula 1 Off The Grid. Ma sul #81 della griglia, sono circolate varie voci di paddock, che si sono divise tra un futuro lontano da Woking a consigli su come affrontare la stagione 2026.

mclaren norris piastri f1
Oscar Piastri a bordo della MCL39

Cosa dovrebbe fare davvero McLaren nel 2026?

Una domanda che nasce spontanea – in relazione alle considerazioni appena fatte – alla quale proviamo a dare una risposta. Se l’inverno è stato silenzioso, è perché fondamentalmente gli uomini inglesi hanno condotto una stagione in maniera perfetta. Forse più che perfetta – quella, semmai, è stata la stagione di Verstappen – direi dominante.

Se guardiamo al 2026, però, il focus non è tanto sulla squadra, quanto sui piloti. Anche perché la filosofia McLaren è chiara, da sempre: prima la squadra e poi tutto il resto. Le cosiddette papaya rules, il comportamento corretto in pista, il rispetto reciproco. Tutti elementi “condivisibili”, ma che rischiano di ammazzare lo sport, rischiano di togliere qualcosa all’elemento racing.

Quello che vorremmo vedere, invece, sono i due piloti con più determinazione, con più cattiveria agonistica. E ancora, non vorremmo piloti strateghi, nel senso che non vorremmo piloti che decidano su chi debba effettuare prima la sosta o chi deve cedere la posizione. Ma vorremmo vedere piloti strateghi nella guida, nei sorpassi, nelle azioni in pista, etc.

Non vogliamo assistere a gare comandate da soste ai box errate come a Monza nel settembre scorso. Ma vogliamo vedere due piloti protagonisti, consapevoli delle loro scelte, delle loro azioni. In situazioni così, vorremmo vedere Norris o Piastri reagire, attaccare, fare quel qualcosa che ci faccia dire: “Wow, guarda che cosa ha fatto”.

E tutto ciò, non deve necessariamente significare spaccare il team. Essere rivali in pista è una cosa, ma essere compagni di squadra fuori è un’altra ancora. Le due dimensioni possono e devono coesistere.

McLaren e il vero banco di prova del 2026

Se c’è una cosa che possiamo dire a McLaren è questa: ai piloti serve più spazio, più margine di manovra. Certo, il 2026 è un foglio bianco, un anno di incertezze, dove tutto può accadere. Dove tutte le considerazioni effettuate, potranno o meno assumere un significato. Ma immaginare una McLaren che in pochi mesi passi da team di vertice a quello di metà griglia è difficile, anche considerando la presunta forza della power unit Mercedes.

McLaren sarà sicuramente tra i top team. L’impostazione resterà la stessa, perché al comando ci sono sempre Zak Brown e Andrea Stella e in così poco tempo, è difficile che cambino il modo di agire. E a tal punto, dobbiamo aggiungere un’ultima cosa. Il 2025 ha consacrato Lando Norris come campione del mondo dopo una prima parte di stagione dominata da Oscar Piastri.

Capite bene quindi la fame di vittoria che avrà il pilota australiano. Ed ecco che il 2026, diventa un anno di verifica. L’anno in cui la linea McLaren, apparentemente solida, saprà combinarsi con l’ambizione dei due driver. In altre parole, se è pronta non solo a vincere, ma anche a lasciar correre davvero i suoi piloti.


Crediti foto: McLaren Mastercard Formula 1 Team

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Tags: F1Lando NorrisMcLarenNewsOscar Piastri
Sabino Figurelli

Sabino Figurelli

Classe 1996, appassionato di automobilismo e motorsport. Il mio sogno? Lavorare nel circus della F1, o quantomeno raccontarla. Se mi regali un pass per il paddock, potremmo diventare amici.

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