Il 2025 si è chiuso con il trionfo totale di Woking: due titoli Costruttori consecutivi e Lando Norris sul tetto del mondo. Ma mentre lo champagne scorre, l’ombra della F1 2026 incombe come una minaccia silenziosa. Paradossalmente, aver dominato gli ultimi anni dell’era Wing Car potrebbe rivelarsi il più pesante fardello strategico proprio all’alba della rivoluzione tecnica più radicale della storia recente.
Aerodinamica Attiva: progettare nel buio totale
Il passaggio alle monoposto del 2026 non è un’evoluzione, è un reset completo. Con l’addio alle vetture a effetto suolo, la FIA introduce l’aerodinamica attiva (X-Mode e Z-Mode) con ali mobili anteriori e posteriori. In questo scenario, dove non esistono dati storici e ogni simulazione è un salto nel vuoto, il tempo è l’unica moneta che conta.
Qui scatta la trappola dell’ATR (Aerodynamic Testing Restriction): avendo vinto il titolo, McLaren si presenta alla sfida del “foglio bianco” con appena il 70% delle ore di sviluppo. Mentre rivali come la Ferrari, reduci da un 2025 difficile, possono esplorare molteplici configurazioni grazie a un monte ore superiore, McLaren deve indovinare il concept giusto al primo colpo. Senza feedback dalla pista e con margini di errore ridotti al minimo, sbagliare il progetto iniziale sarebbe un colpo “killer” da cui sarebbe quasi impossibile recuperare.
Il destino legato al propulsore Mercedes
A complicare il quadro c’è la sfida della nuova Power Unit 2026, con la ripartizione della potenza 50/50 tra termico ed elettrico. McLaren prosegue la sua storica e proficua partnership motoristica con Mercedes, ma in un anno di rivoluzione totale, l’integrazione tra motore e telaio è tutto.
I rumor del paddock parlano di una Mercedes in netto vantaggio sulla nuova unità ibrida, il che potrebbe garantire a McLaren il “cuore” migliore del lotto. Tuttavia, non essendo un team ufficiale, Woking dovrà adattare la propria rivoluzione aerodinamica attiva a ingombri e requisiti di raffreddamento decisi a Brixworth. Una scommessa ad altissima velocità dove il talento degli ingegneri di Andrea Stella dovrà compensare la carenza di ore in galleria del vento.
Vincere oggi per perdere domani?
La domanda che agita i vertici di Woking è brutale: il vantaggio tecnico accumulato basterà a compensare il “taglio” forzato dei test? La storia della F1 insegna che i grandi cicli finiscono spesso quando cambiano le regole. McLaren ha il trofeo in bacheca, ma la Ferrari ha le ore di sviluppo per strapparglielo. Il 2026 ci dirà se il sistema ATR ha finalmente raggiunto il suo scopo: abbattere chi vola troppo in alto.
Crediti foto: Formulacritica, F1, Oracle Red Bull Racing, McLaren F1, Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Scuderia Ferrari HP
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