L’abbiamo scritto fino alla noia, ma è un dato oggettivo: il campionato di F1 2026 si preannuncia come un completo reset tecnico. Ma, mentre l’attenzione si concentra su aerodinamica e power unit ibride, emerge un fattore determinante spesso sottovalutato: la composizione del carburante. Secondo indiscrezioni raccolte da GpBlog, Aston Martin sarebbe pronta a colmare il divario prestazionale che Mercedes e Red Bull avrebbero costruito attraverso un’innovazione motoristica controversa.
Il “trucco” del rapporto di compressione: 0,4 secondi in palio
Mercedes e Red Bull, stando a voci più volte riportate, avrebbero individuato un vantaggio aumentando il rapporto di compressione dei loro motori oltre il valore standard di 16:1 previsto dalla normativa vigente. Questa trovata, se confermata, garantirebbe un guadagno stimato di circa 0,4 secondi per giro, una differenza abissale nel contesto della Formula 1 moderna dove i distacchi si misurano spesso in centesimi. Numeri che, è bene sottolinearlo, sono frutto di congetture poiché nessuno, a partire dai motoristi, ha contezza del proprio livello di competitività rispetto ai rivali. Figurarsi chi, come noi, scrive senza avere riferimenti certi. Sottolineatura doverosa perché non si intende imbonire i lettori spacciando ricostruzioni congetturali per oggettive verità.
Il rapporto di compressione rappresenta il rapporto tra il volume massimo e minimo della camera di combustione durante il ciclo del pistone. Un valore più elevato consente teoricamente una combustione più efficiente e quindi una maggiore estrazione di energia dal carburante, ma richiede benzine con proprietà specifiche per evitare fenomeni di detonazione incontrollata.

La risposta di Aston Martin: l’arma Aramco
Qui entra in gioco il fattore Aramco. Il colosso petrolifero saudita, sponsor munifico ma soprattutto fornitore di carburante per il team di Lawrence Stroll, avrebbe sviluppato una composizione innovativa capace di neutralizzare il vantaggio dei rivali. Una fonte vicina al team ha dichiarato, come riporta GpBlog: “Il vantaggio di carburante di Aston Martin li pone alla pari con Mercedes e Red Bull“.
Aramco non è un attore marginale nel motorsport. Dal 2022, l’azienda è fornitrice esclusiva di carburante per le categorie Formula 3 e Formula 2, cosa che le ha permesso di anticipare la transizione verso carburanti 100% sostenibili entro il 2025. Questa esperienza nel campo dei combustibili avanzati rappresenta un asset prezioso per affrontare le sfide tecniche del regolamento 2026.
Secondo la ricostruzione, “il vantaggio di carburante di Aramco permetterebbe di mitigare i presunti 0,4 secondi di vantaggio che Mercedes e Red Bull avrebbero trovato”. In altre parole, attraverso proprietà chimiche ottimizzate nella miscela, Aston Martin potrebbe estrarre la stessa energia dal motore senza necessariamente modificare il rapporto di compressione o permettendo al proprio propulsore Honda di operare con parametri analoghi a quelli dei rivali.

Il nuovo regolamento carburante 2026: un campo di battaglia chimico
Le normative 2026 introdurranno una nuova composizione obbligatoria del carburante, con enfasi su sostenibilità e caratteristiche prestazionali uniformi. Tuttavia, all’interno dei parametri regolamentari esistono margini di sviluppo interessanti.
La sfida consiste nel bilanciare:
- Capacità di prevenire detonazioni premature;
- Densità energetica ottimale per massimizzare la potenza estratta;
- Stabilità termica per gestire temperature elevate nella camera di combustione;
- Compatibilità ambientale secondo i nuovi standard di sostenibilità FIA.
Il progetto Aston Martin 2026: ambizioni non celate
Lawrence Stroll non nasconde l’ambizione del progetto: “Le aspettative sono massime.” E i motivi non mancano. Il team si prepara a diventare un costruttore a tutto tondo con power unit Honda in uso esclusivo. Una partnership sublimata dalla presenza di figure che hanno scritto le pagine più importanti nella F1 degli ultimi decenni. Andy Cowell, l’architetto del dominio Mercedes nell’era ibrida, Adrian Newey, il genio aerodinamico più vincente della storia della F1, e tutta una serie di soggetti (compresi Honda e Aramco) che andranno ad operare nel campus di Silverstone da molti ritenuta la factory più all’avanguardia del lotto, anche grazie alle presenza di una galleria del vento nuovissima e di sistemi simulativi all’avanguardia.

Al di là dei grandissimi investimenti sostenuti dal patron canadese, il carburante può essere quell’elemento solo apparentemente marginale che può fare una differenza netta nella sfida in pista. Mentre il dibattito pubblico è quasi distratto da aerodinamica attiva, ripartizione della potenza elettrica-termica e nuove geometrie, il carburante emerge come il differenziale silenzioso ma potenzialmente decisivo del 2026. Aston Martin, grazie alla partnership con Aramco, potrebbe aver identificato la soluzione per non partire svantaggiata nella nuova era tecnica della Formula 1.
La capacità di estrarre prestazioni attraverso l’ottimizzazione chimica delle benzine, piuttosto che attraverso modifiche meccaniche aggressive, potrebbe rivelarsi la strategia vincente: meno rischi di affidabilità, maggiore flessibilità operativa e prestazioni equivalenti ai competitor. Il 2026 dirà se questa (presunta) scommessa tecnica pagherà dividendi in pista.
Crediti foto: Honda, Aston Martin
Foto Copertina: Zak Mauger
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