La Ferrari ha scelto di non intervenire. Dopo mesi di voci e analisi sulle dinamiche interne del box di Maranello, la decisione è stata presa senza necessità di comunicarla a mezzo stampa. D’altro canto non c’è nullla da ribadire, se non che si procede sulla linea della continuità: Riccardo Adami resterà al fianco di Lewis Hamilton anche per la stagione 2026, così come Bryan Bozzi continuerà il suo lavoro con Charles Leclerc.
Non si tratta di una conferma di facciata. La prima stagione di Hamilton in rosso ha messo in luce qualcosa che forse nessuno aveva previsto con tale intensità: il peso dell’adattamento. Frederic Vasseur lo ha ammesso senza paraventarsi dietro frasi di comodo, riconoscendo di aver sottovalutato quanto profondo sarebbe stato lo strappo dalla Mercedes.
Oltre un decennio passato a Brackley non si cancella in poche settimane di test invernali e, visto come sono andate le cose, nemmeno in una stagione intera. Hamilton è arrivato a Maranello con un bagaglio di abitudini, linguaggi tecnici, riferimenti costruiti anno dopo anno in un ambiente che conosceva alla perfezione. La Ferrari rappresenta un ecosistema diverso, con logiche proprie, tempi differenti.

Gli scambi radio tra Hamilton e Adami durante la stagione hanno alimentato speculazioni. Alcune comunicazioni sono parse incerte, altre hanno tradito una certa difficoltà nel trovare immediatamente la sintonia necessaria nel momento più concitato della gara. Eppure, proprio queste difficoltà sembrano aver convinto il team principal a mantenere la barra dritta. Cambiare significherebbe ricominciare da capo, costruire un nuovo sistema di codici e comprensioni reciproche quando invece il tempo chiede di consolidare ciò che già esiste.
La scelta di Vasseur è lo specchio di una visione precisa: la Ferrari del 2026 – come ogni altro soggetto – dovrà affrontare una rivoluzione regolamentare che ridisegnerà la Formula 1 dalle fondamenta. In questo scenario, la stabilità diventa un asset strategico. Entrambi i piloti avranno bisogno di riferimenti riconoscibili, di relazioni collaudate su cui appoggiarsi quando la vettura cambierà radicalmente carattere. Leclerc e Bozzi hanno costruito negli anni un’intesa che funziona dopo la sostituzione di Xavi Marcos (ora in Cadillac); Hamilton e Adami hanno ancora margini per crescere, ma hanno già attraversato la fase più delicata dell’incontro.

L’annuncio ufficiale non è ancora arrivato, ma le indicazioni convergono tutte nella stessa direzione. La Ferrari punta sulla coesione interna, sulla costruzione paziente di dinamiche che possano reggere la pressione delle aspettative. Non è una scelta priva di rischi, ma è una scelta che guarda oltre la singola stagione. Il 2026 sarà l’anno della verità per il progetto tecnico, e i vertici del Cavallino Rampante hanno deciso che la continuità umana sarà uno degli strumenti per affrontare l’incertezza delle nuove regole.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP
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