La prossima stagione vedrà l’abbandono di un sistema utilizzato per 15 anni in Formula 1: il DRS. Introdotto per facilitare le manovre di sorpasso, ormai diventate molto complicate, il drag reduction system è stato il protagonista in molti circuiti che esaltavano l’effetto dello stesso. Durante le ultime stagioni con vetture a effetto suolo, dopo i primi mesi incoraggianti, i sorpassi si sono verificati quasi unicamente sui rettilinei, con i piloti che incontravano sempre più difficoltà a seguirsi in curva a causa di turbolenze condizionanti. L’azione è diminuita progressivamente fino ad andare in linea con la monotonia del passato.
Tra i tanti cambiamenti del regolamento 2026, la Formula 1 abbandonerà quindi il DRS. L’obiettivo è di aumentare l’azione in pista con i nuovi sistemi che verranno introdotti, sperando che non sortiscano l’effetto opposto.

I rimpiazzi del DRS
Ovviamente, il testo è strutturato in modo tale da avere nuovi sistemi in grado di facilitare il sorpasso in pista. Nonostante le numerose incognite per la prossima stagione, ci sono alcune certezze, soprattutto per quanto riguarda le ali. Infatti, sia l’ala anteriore che l’alettone posteriore saranno mobili, una novità mai vista prima in Formula 1. L’aerodinamica attiva è un enorme pezzo del puzzle per il campionato 2026 e non sarà un elemento sotto il controllo del singolo pilota a differenza del DRS, azionato manualmente nelle aree preposte e nei limiti cronometrici imposti.
I piloti, però, avranno un nuovo dispositivo simile al DRS, detto “Overtake Mode“, ovvero “Modalità di sorpasso”. Infatti, in accordo con il proprio team, i conducenti potranno mantenere la massima potenza utilizzando il motore elettrico da 350 kW oltre i 290 km/h e fino a 337 km/h, mentre l’auto che precede dovrà utilizzare la modalità elettrica normale, che comporta una riduzione della potenza elettrica a partire dai 290 km/h. Questa è una limitazione implementata dalla Federazione per risparmiare energia.
La differenza di velocità tra “l’inseguitore” e “l’inseguito” dovrebbe facilitare il sorpasso. In certi casi, potrebbe persino essere una differenza di velocità maggiore di quanto si aveva con il DRS. Questo nuovo sistema sarà utilizzabile solo in certe zone del tracciato delimitate dalla FIA e, a differenza del DRS, specifiche per ogni circuito. Questo vuol dire che lo spazio di utilizzo dell’Overtake Mode sarà più ampio a Monza e meno ampio a Melbourne, per esempio.

Le dimensioni delle vetture cambiano a favore dello spettacolo
Grazie al ridimensionamento delle auto, l’assenza del DRS si sentirà significativamente di meno. In primis, sarà un cambio molto comodo per piste come Monaco, Montréal e Singapore, dove il tracciato è molto stretto e spesso era complicato il sorpasso, se non impossibile. Inoltre, le vetture più piccole favoriranno più spazio disponibile in pista per attacchi, difese e per un’ulteriore ricerca della perfezione durante le qualifiche.
Come in ogni cambiamento, ci sono molti lati a favore e molti altri a sfavore riguardo all’addio di un sistema così controverso. Tuttavia, la direzione presa della FIA sembra quella di voler aumentare l’azione in pista, non diminuirla. E questo fa molto piacere a qualsiasi appassionato. Il giudice finale, come sempre, sarà la pista. Con ogni probabilità servirà un periodo di adattamento/comprensione per ottimizzare l’utilizzo delle nuove modalità che, per certi versi, sono piuttosto complicate.
Il DRS, almeno, aveva un margine applicativo più semplice da soppesare. L’adattamento servirà non solo a chi fisicamente opera in pista, ma anche a chi guarderà lo spettacolo dagli spalti e dalla televisione. Il conto da pagare per un rimescolamento tecnico di tale portata.
Crediti foto: Red Bull Racing, Formula 1, Chiara Avanzo
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