La stagione 2025 di Formula 1 ha prodotto un impatto economico rilevante sul fronte dei danni alle monoposto. La classifica Distruttori, che misura il costo complessivo degli incidenti e delle riparazioni, restituisce un quadro significativo non solo in termini di affidabilità, ma anche di gestione del rischio e disciplina in pista. Il confronto con il 2024 evidenzia variazioni marcate e un cambio di tendenza per diversi piloti e team.
Bortoleto davanti a tutti, Tsunoda e Norris completano il podio
In testa alla classifica Distruttori 2025 troviamo Gabriel Bortoleto, con 3.976.000 dollari di danni accumulati. Alle sue spalle Yuki Tsunoda (3.497.000) e Lando Norris (2.899.000), in una top three che sottolinea come anche piloti di alto profilo possano incidere in modo significativo sui costi stagionali.
Completano la parte alta della graduatoria Lance Stroll, Charles Leclerc e Oscar Piastri, tutti oltre i due milioni di dollari. Una fascia che concentra una porzione consistente del danno totale, evidenziando come errori, contatti e uscite di pista abbiano avuto un peso economico rilevante nelle prime fasi del campionato.
Il quadro dei team: Alpine e McLaren le più colpite
Spostando l’analisi sul piano delle squadre, è Alpine a guidare questa classifica particolare 2025 con 5.348.000 dollari di danni complessivi. Seguono McLaren (5.071.000) e Kick Sauber (5.015.000), tutte racchiuse in un margine relativamente contenuto.
Più staccate Red Bull e Ferrari, rispettivamente quarta e quinta, mentre Mercedes chiude la graduatoria con 1.385.000 dollari, risultando al momento il team meno penalizzato sotto il profilo dei costi da incidente.
Top 5 del 2024 |
Top 5 del 2025 |
| Sergio Pèrez £3.810.000 | Gabriel Bortoleto £3.976.000 |
| Alex Albon £3.660.000 | Yuki Tsunoda £3.497.000 |
| George Russell £2.610.000 | Lando Norris £2.899.000 |
| Logan Sargeant £2.360.000 | Lance Stroll £2.678.000 |
| Carlos Sainz £2.260.000 | Charles Leclerc £2.204.000 |
Il confronto con il 2024: un cambio di protagonisti
Il paragone con il 2024 mette in evidenza un cambiamento netto nella distribuzione dei danni. Nella passata stagione, la classifica vedeva in testa Sergio Pérez, Alex Albon e George Russell, con valori elevati ma più concentrati su singoli episodi di rilievo.

Nel 2025, invece, la graduatoria appare più diffusa e meno legata a un solo evento critico. Alcuni piloti che nel 2024 avevano inciso marginalmente – come Norris, Hamilton o Verstappen – mostrano un aumento significativo del danno accumulato, segnale di una stagione più complessa sul piano del controllo e dell’affidabilità complessiva.
Con la stagione 2025 ormai archiviata, la classifica Distruttori assume il valore di un bilancio definitivo sulla gestione del rischio e sull’impatto economico degli incidenti. I dati confermano come, nel corso dell’anno, alcune squadre e alcuni piloti abbiano pagato un prezzo elevato in termini di danni, incidendo in modo diretto sulle risorse disponibili all’interno del budget cap.
Il confronto con il 2024 evidenzia un aumento complessivo dei costi e una redistribuzione delle responsabilità, segnale di un campionato più combattuto ma anche più esigente sul piano della precisione e dell’affidabilità. In questo contesto, la classifica Distruttori 2025 non rappresenta solo una curiosità statistica, ma un indicatore concreto delle difficoltà operative affrontate dai team nel corso della stagione.
Verso il 2026: una rivoluzione tecnica che ridisegnerà anche i costi
La classifica Distruttori 2025, con Bortoleto in vetta e Alpine tra i team più penalizzati economicamente, assume una rilevanza particolare in vista del 2026, anno della grande rivoluzione tecnica in Formula 1. Le nuove power unit ibride, i drastici cambiamenti aerodinamici e le modifiche al regolamento tecnico promettono di rendere le monoposto molto più complesse da gestire e potenzialmente più fragili nelle prime fasi di adattamento.
Con il budget cap sempre più stringente, la capacità dei team di limitare i danni diventerà cruciale: chi saprà adattarsi velocemente alle nuove vetture avrà un doppio vantaggio, prestazionale ed economico. Le squadre che nel 2025 hanno mostrato maggiore controllo dei costi da incidente – come Mercedes – potrebbero trovarsi avvantaggiate, mentre team e piloti abituati a margini di errore più ampi dovranno rivedere drasticamente il proprio approccio. Il 2026 potrebbe quindi stravolgere non solo la classifica costruttori, ma anche quella “distruttori”, rendendo la gestione del rischio un fattore determinante quanto la velocità pura.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP
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