Manca poco ai test pre-stagionali 2026 (leggi il programma completo) che non rappresentano soltanto il debutto in pista delle nuove monoposto progettate sotto il regolamento tecnico più radicale dell’era moderna della Formula 1. A essere osservati con altrettanta attenzione sono gli uomini chiamati a guidare le squadre in una stagione di discontinuità strutturale, tecnica e politica. Undici Team Principal, profili molto diversi per storia e formazione, accomunati dalla necessità di interpretare correttamente un cambio di paradigma che non ammette errori di impostazione.
Alla McLaren, Andrea Stella affronta i test da leader di riferimento del paddock. I due titoli costruttori consecutivi e il mondiale piloti conquistato nel 2025 hanno dato solidità a una struttura che si presenta in Spagna e poi in Bahrain con un programma estremamente metodico, privo di forzature mediatiche. La continuità tecnica e gestionale è stata uno degli elementi più evidenti di questa prima fase di lavoro.

Scenario differente in Mercedes, dove Toto Wolff inaugura la nuova era regolamentare con l’obiettivo dichiarato di riportare il team stabilmente al vertice dopo anni di ricostruzione. I test mostreranno una squadra ancora in fase di comprensione globale del pacchetto, ma con processi decisionali ormai consolidati dopo oltre un decennio di gestione Wolff.
A Milton Keynes, l’attenzione è tutta per Laurent Mekies. Il 2026 segna la sua prima stagione completa da Team Principal Red Bull dopo l’uscita di scena di Christian Horner. I test hanno avranno il sapore di una verifica interna: più che la prestazione pura, Red Bull lavorerà sulla ridefinizione dei flussi operativi e delle responsabilità tecniche, segnale di una squadra in fase di riequilibrio.
In Ferrari, Fred Vasseur ha vivrà i test come passaggio cruciale di un progetto avviato nel 2023 e profondamente influenzato dal pessimo 2025 in cui l’arrivo di Lewis Hamilton non ha dato i feedback attesi.

A Grove, James Vowles guida una Williams che si presenta ai test con un approccio pragmatico, coerente con il percorso di risalita intrapreso negli ultimi tre anni. La priorità, come per gli altri, sarà l’affidabilità complessiva e la raccolta dati, più che la ricerca della prestazione sul giro secco.
Nel team satellite Red Bull, Racing Bulls, Alan Permane affronta le prove test da Team Principal a pieno titolo dopo una carriera trascorsa quasi interamente dietro le quinte.
Grande curiosità attorno ad Aston Martin, dove Adrian Newey vivrà i primi test nel duplice ruolo di riferimento tecnico e Team Principal. Il lavoro della squadra inglese sarà chiaramente orientato alla costruzione di fondamenta concettuali solide, più che alla ricerca di soluzioni aggressive nel breve termine.
Alla Haas, Ayao Komatsu proseguirà il percorso di razionalizzazione iniziato nel 2025.

Il debutto ufficiale di Audi come costruttore coinciderà con la prima vera prova per Jonathan Wheatley nel ruolo di Team Principal. I test hanno segnano un passaggio delicato: integrazione delle strutture, definizione delle gerarchie interne e avvio del percorso industriale del marchio tedesco in Formula 1.
Situazione più complessa in Alpine, dove la gestione condivisa tra Flavio Briatore e Steve Nielsen dovrà essere calibrata alla ricerca di una chiara identità tecnica dopo le recenti riorganizzazioni.
Infine Cadillac, al debutto assoluto in Formula 1. Graeme Lowdon imposterà i test come un’estensione del processo di costruzione del team, con un programma prudente e orientato alla validazione dei sistemi prima che alla performance. Per la nuova realtà americana, il cronometro sarà l’ultimo dei parametri da considerare.
In un campionato che riparte quasi da zero, la qualità della leadership potrebbe rivelarsi il vero fattore differenziante già nelle prime gare. I test pre-stagionali 2026 offriranno quindi una prima fotografia non solo delle nuove monoposto, ma soprattutto delle strutture umane chiamate a guidarle.
Crediti foto: McLaren F1, Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Audi
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