La rivalità tra Red Bull e McLaren non ha solamente portato a delle lotte in pista. Anche fuori dai circuiti, due personalità forti come quelle di Zak Brown e Christian Horner si sono spesso scontrate su diversi temi cruciali che hanno contribuito a plasmare la F1 moderna. Il licenziamento di Horner, avvenuto in estate, avrà certamente strappato più di un sorriso al CEO di McLaren.
Persino dopo svariati mesi, lo statunitense non ha smesso di lanciare frecciatine all’ex collega, ancora alla ricerca di rientrare nel Circus della F1. Durante un evento organizzato da Axios House, Brown ha ricordato di come la Red Bull abbia radicalmente cambiato passo dopo il licenziamento di Horner.
In effetti, con la promozione di Laurent Mekies, l’ambiente a Milton Keynes è diventato decisamente più tranquillo – a detta degli stessi protagonisti Red Bull – e tutta la squadra ne ha beneficiato. Inoltre, la strada aggressiva intrapresa dall’ingegnere francese, ha permesso a Max Verstappen di lottare per il Titolo Piloti fino all’ultima gara.

Zak Brown: “Mekies un uomo di cultura. Con lui la Red Bull è ritornata competitiva”
Il CEO McLaren ha tenuto a elogiare le abilità dell’ex Ferrari, il quale, dopo il progetto fallito con la Rossa, è riuscito a ricostruire la propria immagine prima con Racing Bulls e poi con Red Bull, dimostrando come le difficoltà vissute in questi ultimi anni a Maranello non siano sempre imputabili a chi lavora con passione all’interno del team.
“Laurent ha fatto un lavoro eccellente. La cultura nello sport, nel business e nella vita è così importante, e io penso pure che questa sia la nostra più grande forza. Sono ossessionato dalle nostre persone, dalla nostra cultura. Impiego così tutto il mio tempo”.
“La Red Bull è un team incredibile, avete visto come la situazione sia cambiata quando chi provocava stress nel sistema è andato via. Credo che Laurent sia un leader veramente bravo, e con lui le performance sono ritornate quelle di un tempo. Ecco perché la cultura del lavoro è l’aspetto cruciale di ogni business”.

La stessa cultura del lavoro che ha permesso a Red Bull e McLaren di dominare l’era delle monoposto a effetto suolo sarà cruciale nel 2026. Da un lato, la Red Bull è chiamata ad affrontare una nuova sfida, ancora mai vista nella sua breve storia in F1: un motore prodotto da sé che dovrà confrontarsi con chi, come ha dichiarato Mekies, fa questo mestiere da sempre, riferendosi a Ferrari, Mercedes e Audi.
Dall’altro, la McLaren, campione in carica, non vorrà certamente abbandonare quella corona conquistata con così tanto sudore. Perciò, in un’epoca di grandi cambiamenti regolamentari e tecnologici, saranno la stabilità interna e la cultura del lavoro a fare davvero la differenza tra chi vincerà e chi si ritroverà a inseguire.
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing
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