La Formula 1 è stata sin da sempre uno sport per lo più eurocentrico, nato appunto in Europa e con un pubblico che ha coinvolto principalmente i cittadini europei, almeno sino all’epoca moderna che ha visto il nascere di una nuova filosofia volta a esportare il prodotto F1 in tutto il globo.
Ciononostante, la maggior parte delle basi delle squadre si trova in Europa, in particolare nel Regno Unito, con l’eccezione di Ferrari e Racing Bulls che possono contare sulla presenza di quartieri generali in Italia.
Tra gli 11 team che comporranno la griglia nel 2026, c’è chi intende formare un team vincente con le proprie sedi tutte negli Stati Uniti d’America. Stiamo parlando dell’ambizioso progetto di cui General Motors si è preso carico con Cadillac.
Essendo una squadra neonata, all’inizio dovranno appoggiarsi su diverse sedi sparse tra il territorio a stelle e strisce ed europeo. Per esempio, il quartiere generale si troverà a Fishers nell’Indiana. O ancora, nella Carolina del Nord verrà costruita una nuovissima struttura che si occuperà della produzione dei motori.
In Europa, invece, Cadillac utilizzerà la galleria del vento di Toyota in Colonia, mentre alcune mansioni produttive e logistiche chiave avranno luogo in uno stabilimento industriale vicino a Silverstone.

Al fine di incarnare appieno lo spirito americano, Pat Symonds ha in mente un progetto ambizioso. Entro pochi anni, Cadillac dovrà operare quasi interamente dalle sue strutture negli Stati Uniti. Riuscirà nell’intento la casa automobilistica facente parte del gruppo General Motors?
“Per forza di cose, stiamo costruendo alcuni centri in Regno Unito. D’altronde, lì si concentra tutto il know-how della F1. Al momento il centro di gravità è Silverstone, sicuramente per quanto riguarda il telaio e le corse”, ha dichiarato il consulente tecnico esecutivo della Cadillac davanti ai microfoni del podcast Autocar.
Pat Symonds sogna un punto di ritrovo in America per i fan della F1
Dunque, a differenza di Haas, l’altro team statunitense che farà concorrenza a Cadillac, questi ultimi ambiscono a far diventare Fishers una destinazione tutta americana per i fan della Formula 1. Mentre Haas deve stare attenta ai costi esorbitanti che richiede la categoria, quindi deve fare affidamento a Ferrari per i motori e a Dallara per il telaio, il colosso di General Motors vuole spingersi più avanti.
“L’idea è di trasferire tutto negli Stati Uniti. Per esempio, un nuovo simulatore verrà installato nell’edificio di Indianapolis. La F1 in America è una cosa importante rispetto al passato. La nostra idea è di trasformare Fishers in un punto di riferimento per gli appassionati di F1 del Nord America. Abbiamo un’enorme quantità di terreno lì e abbiamo fatto numerosi investimenti“.

Chissà se dietro all’approvazione dell’ingresso di Cadillac nella categoria, Liberty Media, FIA e FOM non abbiano tenuto conto proprio di questo disegno strategico, capace di offrire alla F1 qualcosa che nessun altro team può garantire: una presenza industriale, sportiva e simbolica pienamente radicata negli USA.
Il progetto Cadillac rappresenta quindi una leva formidabile per consolidare il mercato nordamericano non solo come platea, ma come cuore operativo del Circus. Se l’operazione avrà successo, Fishers potrebbe diventare ciò che Maranello, Woking o Grove sono stati per l’Europa. Non una semplice sede, bensì un luogo identitario. A quel punto, l’eurocentrismo della F1 si trasformerebbe in una fase superata.
Crediti foto: Cadillac F1
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