A due settimane di distanza dal Gran Premio del Messico, la Formula 1 torna in Sud America per la tappa di San Paolo. Interlagos è un nome che evoca sfide, emozioni e pioggia: un tracciato dove la tecnica incontra l’imprevedibilità, e dove ogni anno si scrive un nuovo capitolo di un racconto epico.
Il Brasile resta uno dei luoghi simbolo della Formula 1. Da Emerson Fittipaldi ad Ayrton Senna, fino a Felipe Massa, la passione carioca ha alimentato la leggenda del Circus, trasformando Interlagos in una cornice dal valore quasi mitico.

Gp Brasile 2025 – Le mescole 2025: una scelta più dura
Per il weekend paulista, Pirelli ha confermato la stessa selezione di mescole del 2023: C2, C3 e C4 rispettivamente come Hard, Medium e Soft. Si tratta di una gamma più dura rispetto al trittico usato lo scorso anno, pensata per contenere degrado e graining in un contesto sempre complesso da gestire.
Nel 2023, gli pneumatici slick non furono mai protagonisti in gara a causa delle condizioni meteo, ma le sessioni del venerdì e del sabato mostrarono un’elevata usura, soprattutto sull’asse posteriore. L’asfalto, completamente rifatto, offriva una superficie molto liscia e meno abrasiva rispetto al passato, ma con asperità caratteristiche che influenzavano la trazione in uscita dalle curve lente.
La decisione di portare mescole più dure è stata dettata anche dall’evoluzione naturale del tracciato. Il manto ha perso parte della sua “verginità” iniziale e il comportamento degli pneumatici potrebbe favorire un maggior impiego della Soft, limitata lo scorso anno alle qualifiche Sprint.
Gp Brasile: la lezione del 2024
Dodici mesi fa, la gestione dell’intero weekend fu segnata dal maltempo. Le qualifiche furono anticipate alle prime ore del mattino per evitare il diluvio atteso nel pomeriggio; mentre la gara, disputata con pista costantemente umida, vide il dominio assoluto delle intermedie.
Solo cinque piloti montarono le Full Wet durante la neutralizzazione per bandiera rossa, ma nessuno trovò beneficio reale. La corsa si concluse con una sola vera finestra di asciutto parziale e, di fatto, senza che le slick entrassero mai in scena.
I dati raccolti allora suggerivano, in condizioni asciutte, una doppia sosta come strategia più logica, con le Medium centrali e la Soft da utilizzare a fine gara. Quest’anno, con un passo più duro nella selezione e pneumatici più resistenti, la finestra strategica potrebbe ampliarsi.

Interlagos: equilibrio e ritmo
Il circuito José Carlos Pace misura 4,309 km e presenta un layout tecnico ma bilanciato: quindici curve da percorrere in senso antiorario, alternate a tre rettilinei che mettono in risalto la potenza e la trazione. La configurazione crea un equilibrio unico tra forze laterali e longitudinali. Le curve in appoggio, come la “Ferradura” e la “Mergulho”, sollecitano entrambe gli assi in maniera uniforme, rendendo la gestione termica degli pneumatici un esercizio delicato.
Le opportunità di sorpasso non mancano, grazie alla combinazione tra DRS e tratti di forte accelerazione, ma la pista resta stretta e le variazioni altimetriche – oltre 40 metri tra il punto più alto e quello più basso – impongono assetti versatili.
La natura ondulata del terreno, su cui il tracciato è costruito, rende il comportamento della monoposto diverso da settore a settore. Il grip varia sensibilmente, e il set-up deve trovare un compromesso tra stabilità in frenata e trazione in uscita.
Gp Brasile, meteo: l’incognita costante
A Interlagos, il meteo è parte integrante dello spettacolo. Per aggiornamenti più precisi vi rimandiamo al consueto focus del mercoledì. Novembre coincide con la stagione delle piogge a San Paolo, e le previsioni indicano un elevato rischio di scrosci improvvisi, in particolare nelle ore pomeridiane.
Le temperature dell’asfalto possono oscillare di oltre 15°C tra sessioni consecutive, influenzando in modo drastico le pressioni e la finestra operativa degli pneumatici. È uno scenario in cui l’abilità del pilota nella gestione delle fasi di transizione – da pista bagnata ad asciutta e viceversa – diventa decisiva.

GP Brasile: le statistiche
Il Brasile ha ospitato 51 Gran Premi validi per il Mondiale, 41 dei quali a Interlagos. Il più vincente tra i piloti resta Michael Schumacher, con quattro successi e dieci podi. Lewis Hamilton e Max Verstappen, entrambi a quota tre vittorie sul circuito paulista, potrebbero raggiungere il record del tedesco in caso di trionfo.
Tra i team, la Ferrari guida la classifica con nove vittorie, seguita da McLaren a otto. Proprio qui, nel 2022, George Russell ottenne la sua prima vittoria in carriera, completando la doppietta Mercedes in uno dei weekend più solidi del team di Brackley nell’era Venturi.
Interlagos resta un enigma avvincente, dove nulla è mai scritto fino alla bandiera a scacchi. L’altitudine, il meteo, l’asfalto e la natura “viva” del circuito ne fanno un banco di prova tecnico per squadre e piloti. La Sprint, penultima della stagione, offrirà un antipasto del vero duello domenicale: una sfida tra gomme, strategie e coraggio.
Crediti foto: Oracle Red Bull Racing, F1
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