Il duello sul giro secco tra Oscar Piastri e Max Verstappen nella qualifica del Gran Premio del Qatar 2025 offre una lettura tecnica limpida sullo stato reale delle monoposto in questa fase terminale della stagione. Lusail è un banco di prova severo: richiede carico nelle curve medio-alte, capacità di rotazione nelle sequenze strette e un finale che mette a dura prova l’asse anteriore.
Osservare dove Piastri costruisce il suo tempo e dove Verstappen riesce a rispondere significa capire quali scelte aerodinamiche e di bilanciamento pagano davvero su un tracciato che non perdona. I grafici di speed, throttle, RPM, marce e il tracciato dei mini-settori confermano che il confronto non è casuale, ma il frutto di due filosofie tecniche che si affrontano a ogni centimetro d’asfalto.

Piastri vs Verstappen: Settore 1 – L’anticamera del vantaggio McLaren
Il primo settore è il luogo in cui Piastri scrive il capitolo inziale del suo giro. Fin dalla Curva 1 la McLaren dà la sensazione di “essere lì” prima dell’avversario: Piastri frena più tardi, la sua velocità minima in ingresso risulta sistematicamente più alta e il rilascio del freno evolve in una progressione che permette di tornare sul gas prima di Verstappen. La telemetria lo mostra con chiarezza: la linea di velocità arancione resta più alta nelle fasi centrali delle curve e il grafico del throttle evidenzia un anticipo nel ritorno al 100% rispetto al blu della RB21.
Nelle variazioni di direzione successive, la MCL39 mantiene “un’anteriorità” più affidabile; il trasferimento di carico è più pulito e questo permette a Piastri di affrontare le curve 4, 5 e 6 con una percorrenza media superiore. Verstappen, dal canto suo, gestisce molto bene le uscita in potenza ma paga qualche micro-correzione d’avantreno che lo costringe a modulare la potenza in fase di riaccelerazione. Questo si traduce in un guadagno netto per Piastri di circa 0,110 secondi sul primo settore: un margine piccolo, ma pesante quando sommato agli altri parziali.

Piastri vs Verstappen: Settore 2 – Equilibrio e due momenti verdi sul tracciato
Il secondo settore è il più incerto del giro, quello in cui il confronto sfuma e torna a definirsi più volte. Lo si può vedere dal grafico della track dominance alla fine dello scritto. Qui Verstappen trova i suoi punti migliori: in una delle pieghe intermedie la RB21 dimostra una trazione iniziale più lineare, gli RPM salgono con maggiore continuità e l’erogazione ibrida appare più dolce. È uno di quei momenti in cui la mappa dei mini-settori diventa verde a favore della Red Bull e il campione riesce a recuperare qualche millesimo.
La risposta di Piastri, però, non si fa attendere. Nei cambi di direzione successivi la McLaren riprende a imporre il proprio passo grazie a una migliore stabilità in appoggio e a un ingresso curva più deciso. Le differenze qui sono ridotte rispetto al primo settore: il vantaggio complessivo per Piastri è minimo, dell’ordine di qualche centesimo (circa 0,030 s), ma serve a consolidare la tendenza evidenziata dal primo tratto. In sostanza il secondo settore mostra un equilibrio tecnico interessante: la RB21 è brillante in trazione pura, la MCL39 è più efficiente quando la dinamica richiede continuità e carico laterale.

Piastri vs Verstappen: Settore 3 – L’affondo che chiude il giro
Il tratto finale è dove la McLaren torna a prendere decisamente il comando. Le curve lunghe in appoggio del terzo settore valorizzano ciò che la MCL39 fa meglio: generare carico e mantenerlo stabile anche quando le gomme anteriori cominciano a soffrire. Qui Piastri riesce a tenere velocità più elevate nella fase centrale delle curve, a restare pieno più a lungo e soprattutto a riaprire il gas prima di Verstappen. Nei grafici ciò si traduce in un ritorno anticipato del throttle arancione al 100% e in una progressione di velocità che, pur non regalando una punta estrema, costruisce un’uscita più efficace verso il rettilineo finale.
Verstappen mostra la sua forza nei tratti terminali dove la RB21 libera la sua velocità di punta, ma l’handicap accumulato entrando nell’ultima curva è già stato pagato. La vettura di Milton Keynes fatica leggermente a stabilizzare il retrotreno in alcuni passaggi in appoggio, spingendo Max a gestire con più attenzione l’acceleratore. Nel complesso il terzo settore assegna a Piastri un guadagno dell’ordine di 0,12 secondi, il colpo finale che renderà il suo giro imbattibile in Q3.

Piastri vs Verstappen – Confronto cronometrico complessivo
Guardando ai numeri, il confronto parla chiaro. Oscar Piastri chiude il giro in 1:19.387, mentre Max Verstappen si ferma a 1:19.651, per un delta totale di 0,264 secondi. Suddividendo il giro in tre intertempi, la fotografia è coerente con la telemetria: nel primo settore Piastri è più veloce in 25.700 contro i 25.810 di Verstappen, una differenza di 0,110 che costruisce le basi del vantaggio. Nel secondo settore i due restano quasi appaiati con 26.000 per Piastri e 26.030 per Verstappen, margine ridotto ma favorevole all’australiano per 0,030 secondi.
È nel terzo parziale che la McLaren infligge il colpo decisivo: 27.687 per Piastri contro 27.811 di Verstappen, guadagno di 0,124 secondi che porta il totale alla differenza osservata. Questi numeri non sono casuali: riflettono una McLaren che sfrutta meglio le sezioni ad alto carico e una Red Bull che risponde in tratti di trazione pura, ma non con la consistenza necessaria per ribaltare il risultato.

Quando il cronometro si ferma, quello che resta non è soltanto una pole position, ma la conferma di un trend: la McLaren in questo tipo di tracciati ha trovato una qualità di guida e di bilanciamento che le consente di capitalizzare ogni curva medio-veloce. Piastri è tornato, dopo molto tempo, a interpretare la monoposto con lucidità, senza ansia, sfruttando una finestra di utilizzo aerodinamico che gli consente di spingere con sicurezza anche quando le gomme iniziano a perdere smalto. Verstappen e la RB21 rispondono con la loro solita efficienza in trazione e con una velocità di punta che rimane la loro carta da giocare, ma il Qatar dimostra che quando la pista premia la stabilità in appoggio la McLaren può fare la differenza.
Questo confronto sul giro secco dice molto più di un singolo risultato: indica la direzione che i pacchetti tecnici hanno preso e suggerisce che l’olandese ha risolto parte dei problemi mostrati nella qualifica sprint. Ma sarà la gara a dire se sarà bastato per avere la meglio delle monoposto papaya. Piastri ha raccolto il frutto di un progetto che privilegia coerenza di comportamento in percorrenza; Verstappen, come sempre, sarà lì a sfruttare ogni opportunità. Sarà un GP giocato su dettagli che, mai come stavolta, potrebbero pesare nell’assegnazione del titolo iridato con un Lando Norris guardingo che sogna di chiudere già stasera la pratica iridata
Crediti foto: Formulacritica
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