Rimbomba ancora la notizia della separazione tra Lewis Hamilton e Riccardo Adami. Scelta giusta, scelta sbagliata, le opinioni sono diverse, ma sicuramente una scelta necessaria (qui la nostra opinione). Una scelta obbligata, dettata da quei malumori emersi durante la scorsa stagione.
Al momento, non è ancora noto il nome del sostituto, anche se secondo la Gazzetta dello Sport, in pole ci sarebbe Luca Diella, arrivato a Maranello nel febbraio scorso, come performance engineer di Lewis. Se così fosse, la scelta sarebbe sensata, considerando che si tratta di una figura che conosce già il pilota e soprattutto, conosce le modalità di lavoro.
Per la nuova stagione di F1, è chiara la volontà del sette volte campione del mondo di voler cambiare pagina, di ribaltare la prima stagione in rosso, andando alla ricerca di quei nuovi elementi che lo portino in una posizione maggiormente competitiva.
La rottura tra Adami e Hamilton secondo Martin Brundle
Come dicevamo, sono diverse le opinioni in merito alla separazione tra Lewis Hamilton e Riccardo Adami. Tra queste, c’è quella di Martin Brundle, telecronista della F1 per la tv inglese. Brundle, intervenendo ai microfoni di Sky F1, ha sottolineato come a Lewis sia mancata una figura amica, una figura di fiducia come lo era Peter Bonnington in Mercedes.
“Penso che, per esempio, questo sia ciò che Lewis ha terribilmente sentito la mancanza andando in Ferrari. Qualcuno che capisca quello che dice, di cosa ha bisogno, tutte le piccole sfumature”. Serve, secondo Brundle, un rapporto come quello tra Michael Schumacher e Ross Brawn, o per restare ai giorni nostri, tra Gianpiero Lambiase e Max Verstappen.
Ed il paragone con la situazione Red Bull, non tarda ad arrivare: “Qualunque cosa serva che Max faccia, sanno che la eseguirà alla perfezione. Lambiase traduce ciò che Max vuole. Max a volte è piuttosto veemente al riguardo, soprattutto il venerdì”.

Lewis Hamilton e il bisogno di voltare pagina
Le parole di Martin Brundle sono condivisibili. Affinché si possa notare un cambiamento è sì necessario un lasso di tempo, ma è ancora più vero che serve costruire un qualcosa di duraturo nel tempo, un’alchimia, come può essere il rapporto tra pilota e ingegnere.
Lo stesso Lewis nelle dichiarazioni post sessioni, affermava che dei cambiamenti erano necessari, non solo a livello di pista, ma proprio di mentalità. Come riporta PlanetF1, al termine della gara di Abu Dhabi, Lewis ha affermato che il primo passo da fare era capire la situazione, cosa ha funzionato e cosa no.
“Si tratta di sedersi con il team a fine anno” raccontava ai media. E c’è un passaggio che forse spiega come si è arrivati alla decisione di rimpiazzare Riccardo Adami: “Guarderò anche internamente al mio team personale, lontano dalla pista, e vedrò cosa possiamo fare meglio per essere più efficienti con i tempi, i viaggi e tutte queste cose”. E concluse: “Farò lo stesso con la squadra”.
Ma la domanda resta: chi sarà il nuovo ingegnere di Hamilton? La risposta potrebbe arrivare in prossimità o il 23 gennaio direttamente, quando sarà svelata la SF-26, oppure durante i test. E la scelta dipende solo dal #44 o sarà condivisa con il team? Ad ogni modo, la speranza, è che possa ricrearsi quel rapporto solido, come con Bono negli anni precedenti.
Crediti foto: Scuderia Ferrari
Seguici sul nostro canale YouTube: clicca qui



