Dal 2026 la Formula 1 cambierà volto in modo più profondo di quanto sia accaduto nel 2022. Non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico, ma di una revisione completa del concetto di monoposto, del modo in cui si genera prestazione e di come si corre in gara. Telaio, aerodinamica, motori, gestione dell’energia e persino le dinamiche di sorpasso verranno ripensati alla radice. Vediamo in rapida e sintetica successione cosa accadrà nel mondiale che scatta a marzo.
F1 2026 – Auto più piccole, leggere e meno estreme
Il punto di partenza del regolamento 2026 è il cosiddetto “Nimble Car Concept”, ovvero l’idea di una monoposto più agile, meno ingombrante e più semplice da guidare. Le vetture perderanno 30 chilogrammi di peso, scendendo a un minimo di 724 kg comprensivi di pneumatici. Anche le dimensioni saranno ridotte: il passo massimo passerà da 3600 a 3400 mm e la larghezza complessiva da 2000 a 1900 mm. Il fondo sarà più stretto di 150 mm.
La conseguenza diretta è una riduzione dell’inerzia e una maggiore facilità nel seguire un’altra vettura, soprattutto nelle curve lente. È un cambiamento concettuale: meno carico assoluto, meno dipendenza da superfici aerodinamiche estreme, più enfasi sulla guidabilità.

Aerodinamica semplificata e più controllata
L’aerodinamica 2026 sarà meno potente ma anche meno “sporca”. Secondo le stime FIA, la deportanza complessiva diminuirà di circa il 30%, mentre la resistenza aerodinamica sarà ridotta di oltre il 50%. Questo significa auto più lente in percorrenza di curva, ma più efficienti in rettilineo e in uscita.
Scompaiono diversi elementi che negli ultimi anni hanno generato scie turbolente difficili da gestire. L’ala a trave posteriore viene eliminata, le endplate dell’ala posteriore sono semplificate e vengono vietate soluzioni di carrozzeria intorno alle ruote. Anche le winglet sulle ruote anteriori, tipiche dell’era 2022, spariscono.
L’ala anteriore si restringe di 100 mm e introduce flap attivi, mentre l’ala posteriore diventa a tre elementi mobili. L’obiettivo è limitare le possibilità di outwash, cioè l’espulsione laterale del flusso che penalizza chi segue. La FIA ritiene che, all’inizio del ciclo 2026, una vettura inseguitrice potrà mantenere fino al 90% della deportanza anche a distanza ravvicinata.
Fine del DRS, arriva l’aerodinamica attiva “completa”
Dal 2026 il DRS viene definitivamente abolito. Al suo posto arriva un sistema di aerodinamica attiva che coinvolge sia l’ala anteriore sia quella posteriore. Le vetture avranno due configurazioni principali: una a bassa resistenza per i rettilinei e una ad alto carico per le curve.
A differenza del DRS, questo sistema non è legato esclusivamente al sorpasso né alla distanza da un’altra auto. Può essere utilizzato da tutti i piloti in punti prestabiliti del circuito. La sua funzione primaria non è spettacolare, ma energetica: ridurre la resistenza serve a consumare meno energia complessiva, che nel 2026 diventa centrale.

F1 2026 – Motori: meno termico, molto più elettrico
Le power unit 2026 rappresentano una rottura netta con il passato recente. L’MGU-H viene eliminato, mentre l’MGU-K raddoppia la potenza, passando a 350 kW. La ripartizione tra parte elettrica e termica diventa sostanzialmente 50 e 50.
Il motore resta un V6 turbo da 1,6 litri, ma l’energia recuperabile per giro sale a 8,5 MJ. Questo rende la gestione dell’energia un fattore critico: chi spreca elettrico rischia di restare senza potenza sui rettilinei più lunghi. Gli errori di guida vengono penalizzati in modo diretto.
Carburanti sostenibili e rilevanza industriale
Dal 2026 tutte le monoposto useranno carburanti sostenibili al 100%, derivati da componenti avanzati non alimentari, rifiuti o fonti rinnovabili non biologiche. Non è solo una scelta ambientale, ma industriale e politica: serve ad attrarre nuovi costruttori e a mantenere la Formula 1 tecnologicamente rilevante per l’industria automobilistica globale.
La FIA ha introdotto un sistema di verifica molto rigoroso per garantire tracciabilità e reale sostenibilità dei carburanti, con controlli lungo tutta la filiera.

F1 2026 – Più sicurezza strutturale
Le monoposto saranno anche più sicure. La struttura d’impatto frontale è stata rivista, le protezioni laterali rinforzate e i carichi di omologazione del roll-bar aumentati. Vengono introdotte luci laterali per indicare lo stato del sistema ibrido, migliorando la sicurezza in caso di incidente.
F1 2026 – Come cambiano le gare
Il sorpasso non sarà più affidato a un’ala che si apre, ma a una gestione intelligente dell’energia. Quando un pilota si trova entro un secondo dall’auto davanti, potrà utilizzare una modalità di override con energia elettrica aggiuntiva. Allo stesso tempo, la vettura che precede perderà potenza sopra una certa velocità.
Questo crea differenze di velocità più marcate e rende le gare meno lineari. Non vince solo chi ha la macchina migliore, ma chi gestisce meglio energia, aerodinamica e timing.
Pneumatici e freni: meno visibili, ma decisivi
Gli pneumatici Pirelli restano da 18 pollici, ma diventano più stretti e leggermente più piccoli nell’impronta a terra. Le mescole saranno più differenziate tra loro per favorire strategie diverse.
Il sistema frenante subirà una delle trasformazioni più importanti dall’introduzione dell’ibrido nel 2014. Con più rigenerazione dall’MGU-K, aerodinamica attiva e pneumatici più stretti, la frenata diventa un elemento strategico, non solo tecnico.
In sintesi
La Formula 1 2026 sarà meno estrema dal punto di vista aerodinamico, più complessa dal punto di vista energetico e più imprevedibile in gara. Meno artifici, più gestione. Meno carico, più cervello. È un cambio di paradigma che sposta la prestazione dalla sola aerodinamica alla capacità di interpretare un sistema molto più integrato.
Crediti foto: Chiara Avanzo per Formulacritica
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