24 Ore di Le Mans - Analisi Hypercar: Cadillac e BMW veloci, ma non basta
Dopo aver analizzato la vittoria della Ferrari (leggi qui) e le sconfitte pesanti di Toyota e Porsche (leggi qui), è ora il momento di concentrarsi sul resto dello schieramento Hypercar. In particolare su Cadillac e BMW, che avevano attirato l’attenzione di tutti dopo l’hyperpole del giovedì, quando avevano monopolizzato le prime tre file dello schieramento insieme alle Porsche 963 LMDh.
24 ore di Le Mans, analisi hypercar: Cadillac e BMW: crollo verticale dopo l’exploit in qualifica
Per Cadillac, occupare l’intera prima fila non è servito a molto. Il sogno di partire davanti e condurre almeno la prima fase della gara in aria pulita si è infranto già dopo le prime curve. La V-Series.R ha perso rapidamente terreno, prima a vantaggio della Porsche, poi finendo presto risucchiata nel gruppo di metà classifica. Nemmeno il fatto di aver schierato quattro vetture ha evitato una gara deludente: le due Cadillac IMSA non hanno visto il traguardo, entrambe fermate da problemi tecnici.
BMW: potenziale inespresso e grandi difficoltà di affidabilità
Per BMW il copione è stato simile, ma con ulteriore aggravante. Le M Hybrid V8, accreditate tra le migliori in rapporto peso/potenza tra le LMDh, hanno sofferto nel ritmo gara e soprattutto in affidabilità. Il team WRT continua a trovare nella 24 Ore di Le Mans un tabù irrisolto: tra Hypercar e LMGT3, sono arrivati quattro ritiri su quattro nel 2024, e due pesantissimi nel 2025. Le due Hypercar si sono classificate all’ultimo posto di classe con 12 e 26 giri di ritardo, senza mai essere competitive, accusando problemi ad entrambe le auto.
24 ore di Le Mans, analisi hypercar: Alpine e Peugeot: la grande illusione dopo Spa
Deludenti anche le due squadre di casa, Alpine e Peugeot, protagoniste positive a Spa ma incapaci di confermarsi a Le Mans. Alpine, velocissima nelle Ardenne e capace di mettere sotto pressione le Ferrari per sei ore, è arrivata alla Sarthe con ambizioni ben diverse da quanto poi mostrato.

Aston Martin: debutto positivo con obiettivo “sopravvivenza”

2026 una nuova occasione di riscatto
Per Cadillac, BMW, Alpine, Peugeot e Aston Martin il 2025 ha rappresentato una lezione più che un’opportunità. Prestazioni altalenanti, fragilità tecniche e strategie poco incisive hanno impedito a questi team di emergere, se non nei titoli del giovedì. La speranza è che il 2026 possa vedere un gruppo più ampio e coeso in grado di lottare non solo per la pole, ma anche per la vittoria. Perché Le Mans non perdona: chiede velocità, costanza e resistenza. E chi non le ha tutte e tre, resta a guardare.Crediti: Luca Cappelli, 24h LeMans